Ad Unicam il workshop internazionale sulla malaria
Ha preso il via a Camerino, presso il Palazzo Ducale, il Workshop sul tema “Reducing Plasmodium transmission and malaria burden by integrated vector control” organizzato nell'ambito delle attività formative della School of Advanced Studies di Unicam e che si concluderà il 31 luglio. Il Workshop, organizzato dal dottorato di ricerca sulla “Malaria e sviluppo umano” (Malaria and Human Development) della School of Advanced Studies di Unicam, sostenuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dal Global Malaria Programme e dall'Italian Malaria Network, è rivolto in particolar modo ai dottorandi ed ai giovani ricercatori che stanno lavorando o hanno intenzione di affrontare le tematiche relative alla malaria in maniera multidisciplinare, quindi con prospettive ed approcci differenti. Nell'ambito della politica di internazionalizzazione di Unicam, la collaborazione con importanti centri di ricerca a livello mondiale offre ai dottorandi ed ai giovani ricercatori Unicam, in questo caso con particolare riferimento a quelli che provengono dal continente africano, la possibilità di avere una formazione completa e di acquisire le competenze necessarie per operare attivamente nell'ambito dei programmi di controllo dei loro Paesi. I partecipanti avranno infatti l'opportunità di essere aggiornati sui maggiori e più recenti successi nel campo dell'immunologia relativa alla malaria e sui nuovi vaccini che si stanno attualmente sperimentando e che sembrano dare promettenti risultati. Qual è il tipo di vaccino di cui si ha bisogno per debellare la malaria? Sarà questa la principale domanda alla quale i docenti e gli scienziati invitati a partecipare, provenienti non solo dall'Europa ma anche dall'Africa, cercheranno di dare una risposta. Attraverso un approccio multidisciplinare, le tematiche saranno infatti discusse dal punto di vista dei biologi, degli immunologi, degli epidemiologi, dei socio-economisti e dei responsabili della politica sanitaria. Nel corso della prima giornata, dopo l'apertura dei lavori, si è tenuta la premiazione del gruppo di dottorandi Unicam, coordinati dalle Professoresse Federica Ottone e Annette Habluetzel, che si è aggiudicato il secondo premio nell'ambito dell'ottavo Concorso Internazionale di progettazione promosso dall'Associazione Internazionale Humane Habitat. “Il progetto – rilevando il giudizio dato dalla giuria – lancia la sfida nei confronti delle comunità residenti in zone urbane sfrangiate di una regione del Cameroon, Yassa, ancora principalmente ad uso agricolo. Esso fa affidamento sulle risorse naturali piuttosto che sulla produzione e la fornitura artificiale di risorse ed è culturalmente e socialmente sostenibile dal momento che rinforza valori comunitari e abitudini. Il progetto presenta un'esemplare enfasi della mobilità pedonale, tecniche per la raccolta dell'acqua piovana e un'organizzazione degli spazi aperti per il beneficio della comunità”. Il gruppo di ricerca internazionale è costituito da dottorandi di varie discipline: Sara Cipolletti, Deema Mahmud, Angela Leuzzi, Kouami Sylvie Laure, Roselyne Tepongning Nzangue, Emilie Oumarou, Rakiswendé Serge Yerbanga. La ricerca è stata, inoltre, supportata dal valido aiuto degli architetti Roberta Camillucci, Chiara Ciccolini, Giovanni Pistoni e Giancarlo Regnicoli.
Brugnaro: 'Recuperiamo la chiesa di San Giuseppe'
Un bagno di folla per l'inaugurazione della mostra sulle "Meraviglie del barocco nelle Marche" che, promossa dal Comune di San Severino con il sostegno della Regione, sarà aperta fino al 12 dicembre. Il teatro Feronia, dove il curatore Vittorio Sgarbi e le autorità hanno presentato al pubblico i contenuti dell'evento espositivo, è riuscito a stento a contenere il gran numero di persone presenti per l'apertura. Dopo i saluti e le introduzioni, il taglio del nastro è avvenuto a palazzo Servanzi Confidati, una delle tre sedi che ospitano le novanta opere in "vetrina"; le altre due sono la Pinacoteca civica, in via Salimbeni, e la chiesa della Misericordia in piazza del Popolo. "E' una mostra di area vasta", ha detto il sindaco Cesare Martini prendendo in prestito un termine oggi molto usato ma che "calza a pennello - sono parole del primo cittadino - per sottolineare la forte sinergia che c'è stata fra enti, istituzioni, diocesi di Camerino e privati. Tutti hanno concorso per creare un evento molto importante per l'entroterra maceratese sia dal punto di vista culturale, sia per i risvolti turistici e promozionali". Ben quaranta delle opere in mostra sono di proprietà della diocesi di Camerino, tanto che lo stesso Sgarbi ha ringraziato l'arcivescovo mons. Francesco Giovanni Brugnaro - presente all'inaugurazione - per la grande disponibilità e sensibilità dimostrate per la realizzazione dell'evento. Ringraziamenti poi estesi all'architetto Luca Maria Cristini, membro del Comitato scientifico curatore dell'esposizione in qualità di responsabile dei beni culturali della stessa diocesi, nonché valente studioso. "Personalmente - ha dichiarato Vittorio Sgarbi - sono stupito della portata di questa mostra che ha una dimensione assoluta e universale e non sfigurerebbe certo in sedi autorevoli come New York o Londra. E' una delle più rilevanti che ho curato da critico d'arte". Al fianco di Sgarbi, del sindaco Martini e dell'arcivescovo Brugnaro, c'erano sul palco l'assessore regionale al Turismo, Serenella Moroder, la sovrintendente regionale Vittoria Garibaldi e il presidente della Fondazione Salimbeni, Stefano Papetti, il quale ha seguito da vicino l'allestimento della mostra assieme alla professoressa Liana Lippi, anch'ella più volte ringraziata da Sgarbi per il fattivo contributo. Tantissime le autorità presenti, dal prefetto Piscitelli ai sindaci del territorio - con in testa quello di Camerino, Dario Conti - fino all'assessore comunale alla Cultura, Alessandra Aronne, e al presidente del Cosmari, Fabio Eusebi, che nelle vesti di sindaco allestì con Sgarbi le mostre sui Salimbeni ('99) e sui pittori del Rinascimento (2001 e 2005).
In occasione del suo intervento mons. Brugnaro ha sottolineato l'importanza di avvicinare i giovani a iniziative culturali di questa portata e ha lanciato alle istituzioni, alle aziende e ai cittadini presenti, un appello per salvare la chiesa di San Giuseppe che il 31 dicembre scorso è stata fortemente danneggiata da un incendio. L'edificio di culto, posto in piazza del Popolo, è un gioiello del barocco e il suo recupero è quanto mai attuale, visti il tema della mostra e l'attenzione che essa pone verso le ricchezze del '600 sparse sul territorio, affinché siano riscoperte, conservate e valorizzate.
Quarta festa della Montagna a S.Maria Maddalena
La strada che porta a S.Maria Maddalena è impervia e tutta in salita. Per trovare la piccola chiesa intitolata alla Santa bisogna salire fino a circa 1100 metri d'altezza, ma quando si posa lo sguardo ci si trova difronte ad un panorama mozzafiato (se si sale abbastanza si riesce a scorgere il mare) e si capisce che n'è valsa la pena.
Dalla collaborazione fra i comuni di Pievebovigliana, Caldarola, Cessapalombo e Fiastra nasce l'idea di celebrare la festa della Montagna, giunta oramai alla sua 4° edizione.
La ricorrenza di S.Maria Maddalena, celebrata dalla Chiesa Cattolica il 22 luglio e festeggiata convenzionalmente la domenica successiva per favorire la partecipazione popolare, è l'occasione grazie alla quale la piccola chiesa torna ad essere non solo un luogo di culto ma anche il cuore della partecipazione alla vita montana.
Il programma di Domenica 25 luglio si è aperto alle ore 10.30 con la processione accompagnata dal corpo bandistico "città di Visso". Alle ore 11.00 è iniziata la celebrazione della S.Messa presieduta da mons. Pietro Paolo Ferretti, parroco di Pievebovigliana.
La festa è proseguita con l'apertura degli stand gastronomici organizzati dalle Pro-loco. Nell'arco della giornata si sono esibiti i soci dell'associazione "Il Paradiso degli Aquiloni".
Come ogni anno erano molti anche gli appassionati d'equitazione che hanno raggiunto la località di Piani di S.Maria.Maddalena in sella al proprio cavallo.
La comunità montana di Camerino e quella dei Monti Azzurri, le Pro-loco, le amministrazioni locali e i gruppi della protezione Civile si sono occupati delle questioni logistiche ed organizzative di un evento che si sta rivelando una piacevole tradizione; un' occasione per assaporare il gusto di una giornata in montagna anche in piena estate.
M. C.
Rocca Varano riscopre le scarpe dell'antica Roma
Tutto pronto a Rocca Varano di Camerino per vivere una nuova estate all'insegna dell'artigianato artistico, dei prodotti tipici, di laboratori pratici e iniziative di vario interesse (musica, lettura, spettacoli di animazione). L'antico fortilizio aprirà i suoi battenti sabato 24 luglio (ore 17,30), inaugurando per l'occasione anche due mostre. La prima è dedicata a “L'eleganza della scarpa nell'antica Roma” ed è allestita con la collaborazione di una nota azienda di Urbisaglia che produce calzature su tale stile; la seconda è una mostra fotografica dedicata al padre gesuita Bernardo Bitti, nato a Camerino 1548 e morto a Lima (Perù) nel 1610, lo stesso anno delle morte di Padre Matteo Ricci. Bitti, più che come missionario gesuita, viene ricordato come pittore in quanto contribuì alla cosiddetta “Scuola di Cuzco”, portando nel paese andino uno dei flussi in voga in Europa a quel tempo, il manierismo.
A Bitti è dedicata anche una tavola rotonda che si terrà, subito dopo l'inaugurazione delle mostra fotografica, con la partecipazione di Franz Edwin Grupp Castelo, direttore dell'Istituto nazionale culturale di Arequipa.
Il sabato successivo, 31 luglio e domenica 1 agosto a Rocca Varano si svolgerà un laboratorio didattico di 12 ore a cura di Lucina Calzature sulla realizzazione di scarpe nell'antico stile romano.
La stagione estiva di Rocca Varano, che proseguirà fino a tutto agosto, è organizzata dall'Associazione Arti e Mestieri con il patrocinio della Regione Marche, del Comune di Camerino e della Provincia di Macerata, che ha posto il Centro dell'Artigianato Artistico ospitato nell'antico maniero camerte tra le rassegne del sistema “Fiera Diffusa”.
Nella foto, Rocca Varano
Il Musicamdo Jazz fa tappa a Castelraimondo
Venerdì 23 luglio, il funky e la fusion degli anni '80-'90 (Marcus Miller, James Brown, Dave Weckl) invaderanno Corso Italia, a Castelraimondo, sempre alle 21.30, con i marchigiani HAVONA, gruppo di quattro musicisti che affonda le proprie radici anche nel jazz e nella world music. Eduardo Javier Maffei al sax, Filippo Macchiarelli al basso, Paolo Sorci alla chitarra e Luca Luzi alla batteria accompagneranno gli spettatori attraverso composizioni originali. Grande passione, energia e groove, dunque, per un progetto musicale a cui collabora anche l'hammondista Gianni Giudici, dall'inconfondibile contributo ritmico/timbrico. Scoperto dal compianto Bruno De Filippi, Giudici (milanese di nascita ma romagnolo d'adozione) ha registrato con musicisti del calibro di Bobby Watson, Tony Scott, Chet Baker, Gary Burton, e tanti altri. Nel giugno del 2007 è stato nominato Organist of the month dalla International Archives for the Jazz Organ.
Alberto Giuliani premiato nella sua San Severino
“Vorrei che Alberto Giuliani diventasse testimonial della città di San Severino e della nostra amata terra in Italia e nel mondo”. Il sogno di Cesare Martini, concretizzatosi subito in una seria proposta offerta dal primo cittadino settempedano all'allenatore che ha fatto vincere alla Bre Banca Lannutti Cuneo il campionato italiano di volley, è già diventato realtà. Giuliani, affezionatissimo alla città che gli ha dato i natali, non ci ha pensato un attimo ed ha detto subito sì all'idea salutata con un applauso nel corso di una cerimonia ufficiale, ospitata nella sala del Consiglio del Municipio, e programmata proprio per coronare i successi professionali e personali dello straordinario coach. All'iniziativa erano presenti diversi sportivi e cittadini insieme agli amministratori locali rappresentati, oltre che dal sindaco, dall'assessore comunale allo Sport, Fernando Taborro, dal vice sindaco, Sante Petrocchi, dall'assessore alla Cultura, Alessandra Aronne, da quello ai Lavori Pubblici, Giampiero Pelagalli, dal consigliere Gilberto Chiodi, dal presidente provinciale della Fipav, Roberto Cambriani, dal presidente della locale società di pallavolo, Paolo Paoloni, dal presidente dell'associazione Attività Produttive, Renzo Leonori.
Emozionato e visibilmente felice Alberto Giuliani, che era accompagnato dal figlio Ludovico, ha ringraziato tutti i presenti e l'Amministrazione settempedana per le attenzioni riservategli.
“Siamo qui per salutare un grande campione dello sport ma anche, e soprattutto, un amico con cui abbiamo condiviso molti momenti felici e molte imprese sportive” – ha ricordato, portando il proprio saluto, l'assessore Fernando Taborro. Subito dopo il presidente provinciale Fipav, Roberto Cambriani, ha aggiunto: “San Severino è una delle fondamenta della pallavolo in provincia di Macerata. Alberto ha saputo gestire uno spogliatoio con personaggi non facili e questo aumenta i suoi meriti. Il movimento pallavolistico maceratese con lo scudetto di Giuliani ha vinto tutto quello che doveva vincere, ora speriamo nella coppa del mondo”. Ai saluti si è aggiunto anche quello di Paolo Paoloni: “Il traguardo che Alberto ha raggiunto mi auguro sia di stimolo per tutti” – ha concluso questi prima di salutare, insieme a tutti gli altri presenti, coach Giuliani con la consegna di una speciale targa ricordo da parte dello stesso sindaco Cesare Martini.
Nella foto: alcuni momenti della festa in onore di Giuliani
Successo a Piediripa per la Festa del cacciatore
Ancora un successo di partecipazione per la tradizionale Festa del cacciatore organizzata, sabato scorso a Piediripa, dalla sezione maceratese della Federazione italiana della caccia e giunta quest'anno alla diciottesima edizione.
Più di trecento, infatti, i cacciatori e i loro familiari intervenuti all'iniziativa allietata da gare e giochi, di cui alcuni con finalità didattiche come la valutazione dei trofei riguardanti la caccia al cinghiale, tenuta da Antonio Poluzzi Pochini della Commissione nazionale trofei.
Nel corso della festa sono stati premiati dall'assessore allo Sport, Alferio Canesin, anche i signori Cipriani, Sdrubolini e Foresi in qualità di cacciatori veterani.
Altra competizione interessante quella riguardante i richiami - in dialetto maceratese detti lu zizzu – molti dei quali realizzati artigianalmente.
Tra gli invitati alla conviviale il vicepresidente del Coni, Oreste Moretti, il presidente onorario della Fidc provinciale, Giancarlo Gorini, il presidente provinciale Fidc, Sergio Natalini e quello della sezione maceratese Giorgio Fusari.
(Nella foto: l'assessore allo Sport, Alferio Canesin, durante la premiazione).
Girobande 2010, 14 complessi in 4 citta'
Ha richiamato residenti, villeggianti e anche “turisti della domenica”; ovunque ha portato allegria e spettacolo, animando i centri storici di quattro diversi Comuni maceratesi in altrettante calde domeniche tra giugno e luglio. E' stato il successo di “Girobande”, manifestazione promossa e finanziata dall' Amministrazione provinciale di Macerata su proposta e collaborazione della presidenza provinciale dell'Anbima Marche, l'associazione che unisce Corpi filarmonici e Bande musicali cittadine. In provincia di Macerata sono ben 28 i complessi bandistici, dove giovani e meno giovani con grande passione portano avanti una tradizione spesso lunga più di un secolo.
La rassegna che quest'anno è giunta alla quarta edizione, oltre ad essere una attrattiva turistica rivolta ai vari Comuni della provincia, vuol essere una performance musicale itinerante volta a far conoscere e valorizzare i vari gruppi bandistici.
Ogni anno cambiano i gruppi e cambiano le località. Nel 2010 “Girobande” ha toccato le pizza di Pollenza, Civitanova Marche, Montefano e Sarnano. I gruppi coinvolti sono stati 14: Banda musicale “G.Ferrarini” di Colmurano (Direttore: M° Andrea Mennichelli), Corpo Bandistico “G.Verdi” di Portorecanati (M° Mirco Cingolani), Corpo Bandistico “G.Verdi” di Pollenza (M° Fernando Sileoni), Corpo Bandistico e Majorette “Città di Petriolo” (M° Massimiliano Luciani), Banda Musicale “U. Gentili” di Pievetorina (M° Vincenzo Correnti), Corpo bandistico “Rimini Mobili” di Appignano (M° Andrea Mennichelli), Corpo Bandistico “Città di Civitanova Marche” (M° Marco Morlupi), Complesso musicale “Città di Potenza Picena” (M° Samuele Travaglini), Banda musicale “Città di Camerino” ( Direttore: M° Vincenzo Correnti), Banda musicale “Città di Montefano” (M° Danilo Vecchi), Banda musicale “G.Verdi” di Morrovalle (M° Claudia Copponi), Banda musicale comunale “P.Giorgi” di Montecassiano (M° Osvaldo Bracalenti), Corpo Filarmonico cittadino “S.Cecilia” di Sant'Angelo in Pontano (M° Diego Copponi), Associazione musicale “Monti Azzurri-New Band” di Sarnano (M° Marco Morlupi).
In ciascuna località si sono esibiti i gruppi musicali del luogo e alcuni gruppi ospiti. Ogni esibizione è iniziata con una sfilata per le vie cittadine e si è conclusa con un concerto nella pizza principale del paese, dove al termine tutti i gruppi insieme hanno eseguito l' “Inno di Mameli”.
Nella foto, un momento del concerto di Girobande a Sarnano
Trionfo azzurro al memorial Simoncini di Fabriano
Si è concluso con la vittoria dell'Italia la seconda edizione del Memorial Simoncini, che dal 16 al 18 luglio ha visto protagoniste, al Palaguerrieri di Fabriano, le rappresentative nazionali Under 16 di Italia, Francia, Germania e Turchia.
Il torneo, legato alla memoria di Fabrizio Simoncini - legale della Indesit Company e Presidente del Fabriano Basket quando Indesit era proprietaria della squadra – prematuramente scomparso nel 2006, è stato organizzato dalla Basket School Fabriano, dallo Sterlino SC, dall'Assessorato allo Sport e alle Politiche Giovanili del Comune di Fabriano e dalla FIP (Federazione Italiana Pallacanestro).
La “tre giorni” di gare ha messo la città di Fabriano al centro dell'attenzione dei talent scout delle maggiori società europee di basket giovanile. Il Memorial Simoncini rappresenta, infatti, un importante momento di ritrovo per addetti ai lavori giunti a osservare i più promettenti talenti della pallacanestro giovanile europea. Ma è anche un importante momento di confronto e di apprendimento per i cestisti locali.
Forte il risalto riservato al torneo da tutte le federazioni: il Memorial è infatti uno degli appuntamenti più importanti nella preparazione ai Campionati Europei Giovanili organizzati dalla FIBA ed in programma in Montenegro dal 5 agosto.
“Lo sport rappresenta un momento importante di confronto e di crescita personale, in special modo tra i giovani”, ha commentato a margine dell'evento il Presidente della Basket School Fabriano ASD, Guglielmo Napoletano (ascolta il file audio), “ed è con questo spirito, nel ricordo di un grande uomo con cui abbiamo condiviso la passione per il basket, che il Memorial Simoncini sta diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti della pallacanestro e per la città di Fabriano”.
Manlio Giachè, una passione lunga 30 anni
“E' il mio lavoro” . Così ci accoglie nella sua casa - officina Manlio Giachè (nella foto), quando lo incontriamo per parlare dell'avventura che sta vivendo in questa stagione e quando gli viene chiesto il motivo che lo stava tenendo impegnato fra le sue 4 moto da cross.
Una frase emblematica che lascia capire quanto il centauro di Serralta (classe 1960) ami la disciplina del motocross iniziata all'età di 20 anni spinto dagli amici e da una tradizione settempedana storica che ha catturato varie generazioni e che pratica con enorme passione ormai da ben 30 anni e, anche ora a 50 anni, lo vede impegnato ad alti livelli.
Manlio, infatti, quest'anno ha deciso di tuffarsi in una nuova avventura costituita dalla partecipazione al Campionato del Mondo Veterans Cup riservato ai piloti over 40, un campionato che presenta in calendario 6 prove complessive e la cosa particolare per i 40 iscritti è quella di poter gareggiare nelle stesse giornate e sulle stesse piste dei professionisti della disciplina.
Sicuramente la scelta fatta da Giachè, dopo aver raccolto tante soddisfazioni e vittorie in carriera sia a livello regionale (7 titoli) che nazionale, è stata data dalla voglia di mettersi alla prova con se stesso e cimentarsi con i tanti campioni del passato in lizza in questo Mondiale (fra questi lo svedese Larsson che attualmente guida la classifica), ma c'è da dire che oggi qualcosa è cambiato perché grazie ai risultati colti si inizia a guardare anche all'aspetto agonistico.
In effetti il pilota di Serralta, che corre con i colori del Team ST Racing di Orazi Sauro (compaesano e amico di vecchia data) e con una Honda 450 cc 4 tempi, ha saputo rendersi protagonista sin dall'avvio del Mondiale e dopo le prime 4 prove che si sono disputate in Lettonia (6° assoluto), in Italia (sulla pista di Mantova 7° assoluto e 5° di manche) e negli Stati Uniti (sulla mitica pista californiana di Glen Helen 13° assoluto), si ritrova oggi al settimo posto in classifica generale e quindi questa situazione consente di sognare un piazzamento finale eccellente.
La chiacchierata con Manlio inizia proprio da questo aspetto: “E' ovvio che all'inizio delle gare il mio pensiero principale era quello di divertirmi e di vivere al meglio questo sogno divenuto realtà, poi gareggiando uno ci tiene a fare bene e l'adrenalina esiste sempre e quando sei sopra una moto entra in circolo ed è dura resistere al desiderio di ottenere il massimo ed allora vai forte e spingi a fondo; poi con i risultati buoni che sono giunti immediatamente la classifica mi ha premiato ed ora trovandomi in ballo ho deciso di provarci fino in fondo ponendomi come obiettivo quello di chiudere tra i primi dieci della classifica”.
Come ha preso forma questa avventura? “E' iniziata quasi per caso, dato che avevo proposto la cosa facendo una battuta al mio amico Andrea Bigi di San Paolo di Jesi sul fatto di voler prendere parte a questo Mondiale e lui mi ha preso davvero sul serio rispondendo che la cosa era fattibile e che mi avrebbe dato una mano pensando agli aspetti organizzativi e burocratici e dunque siamo partiti per davvero; all'inizio volevo sfidare me stesso affrontando una sorta di prova per valutare le mie capacità di pilota in una competizione che, anche se over 40, rappresenta sempre un impegno probante, tanto più che credo di essere fra i più anziani del gruppo di partecipanti e sicuramente lo sono degli italiani in lizza (sono in 5 i nostri portacolori), ma in seguito oltre a questo aspetto è subentrato pure quello agonistico e le due cose messe insieme mi rendono orgoglioso e felice”.
Manlio accennavi prima che servono sacrifici e un impegno non da poco, pensiamo anche che sia lo stesso per prepararti alle corse: “Senza dubbio il lavoro non manca -conferma Giachè- e il tutto richiede molti sforzi uniti a molta passione e cerco di fare del mio meglio occupandomi della preparazione della moto che curo in prima persona e dei miei allenamenti che, ritagliandomi ore libere dopo il lavoro, svolgo 2/3 volte la settimana sulle piste qua intorno o su quella mia privata che ho preparato personalmente qua vicino”.
Hai girato mezza Europa e poco tempo fa sei rientrato dalla trasferta in California: “E' vero, senza dubbio è piacevole andare in questi paesi, ma nello stesso tempo è impegnativo e faticoso ed occorre molto tempo per preparare queste trasferte così lunghe; ad esempio per la gara negli Stati Uniti siamo rimasti lontano da casa per una settimana, ma devo ammettere che il viaggio negli States è stato fantastico e lo ricorderò a lungo, anche perché si è coronato il sogno che avevo fin da bambino ovvero quello di poter correre sulla pista più bella e famosa del mondo, quella di Glen Helen che avevo ammirato solo in tv e sulle riviste specializzate e invece ora posso raccontare di averla vissuta in prima persona e devo dire che è davvero incredibile e da togliere il fiato”.
Restano due gare al termine del Mondiale (1 agosto e 5 settembre): “Sì e si svolgeranno in Europa del Nord su altri due tracciati mitici del motocross, perché andremo prima in Belgio a Lommel e poi chiuderemo in Olanda a Lierop e saranno appuntamenti mozzafiato, dato che andremo a cimentarci all'università del cross su sabbia e già so che le due corse saranno faticose e dure anche perché non c'è l'abitudine a girare su questi terreni perché dalle nostre parti non ne esistono”.
Manlio chiudiamo con i ringraziamenti di rito: “Naturalmente e non posso esimermi dal farli iniziando da tutti coloro che mi hanno aiutato e mi sono stati vicini fin dall'inizio di questa avventura mettendo in primo piano la famiglia ed a seguire tutti gli altri e finendo con gli sponsor principali (Seredil, All Games snc, Microdesign, Moto Club Ivano Baldini) indispensabili grazie al loro sostegno”.
Roberto Pellegrino
